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 Spompinati dalla Prof - 21/07/2015 - letto volte

Troviamo il blog piccante della prof. E ci facciamo spompinare, per non diffondere la voce.

Quarto anno di liceo, poco prima della gita a Praga. Siamo una classe turbolenta ed io ho poca voglia di studiare,e troppa di fare casino e vivere alla grande.

Ma questa è anche la storia della professoressa De Pascalis, o più amichevolmente Luisa. La prof più zoccola del liceo, una troiona di 38 anni e 1 metro e 70, quarta prorompente e due labbra spettacolari.

La prof. De Pascalis è la classica zoccolona irresistibile, quella di cui a scuola si sente dire ogni cosa. Che l'ha succhiato a questo o quel prof, che lesbicava con la preside, che si è scopata un paio di alunni. Leggende scolastiche mai verificate. Ma con un troione così in giro due chiacchiere su di lei è il minimo che possa accadere..

  Non eravamo soltanto noi ad arraparci alla sua vista. La bella docente d'inglese, infatti, aveva un modo assolutamente naturale e disinvolto di provocare. A volte bastava che mi toccasse, per sentire una scossa e ritrovarmi con un cazzo enorme.

Marzo Claudio, il mio compagno del banco dietro, ebbe l'illuminazione, o la “rivelazione” come l'abbiamo chiamata noi. Tramite internet riuscì a ritrovare una vecchia email della prof, e da lì iniziò a cercare tracce sul web del suo passaggio. Non l'avesse mai fatto...quel che venne fuori ci sconvolse non poco, e tutto inziò da lì...

Insomma, Claudio venne a scuola con una cartellina “segreta”, e ci tenne sulle spine per 5 ore. Solo alla fine volle rivelarci il contenuto. Ovvero fogli A4 con foto stampate dal web della professoressa. Rigorosamente nuda, e anche in pose piuttosto esplicite. Il furbo Claudio aveva trovato questo vecchio blog dove la nostra prof, con gli occhi oscurati (ma si riconosceva benissimo), giocava a fare l'esibizionista raccontandosi con le parabole più oscene ed esplicite.

Inutile dire che tutti ci segammo furiosamente su quelle foto.

Poi un giorno Alessandro, senza consultarci, fece il grande passo. Mise una foto della prof, quella in cui era a pecora senza mutande, dentro la sua borsa, mentre lei era uscita a fumare.

Lo rimproverammo, temevamo il peggio. Ma il giorno dopo la bella porcona non fece assolutamente nulla. Niente di niente.

Tra di noi maturammo una convinzione: quelle foto potevano essere usate per ricattarla, o per un “gioco” particolare. E fummo abbastanza pazzi da tentare l'impresa. No, non chiedemmo di alzarci i voti. Le facemmo trovare in borsa un'altra foto ed una piccola lettera (redatta da Fabio, il più bravo in italiano), in cui era scritto:

“Cara prof, sappiamo tutto di lei e delle sue voglie. Abbiamo trovato il blog. Non vogliamo ricattarla, non le chiederemo di alzarci i voti. Ma di alzare i nostri uccelli! Se come lei scrive sul blog ha sempre bisogno di cazzo, allora ci offriamo volontari. Siamo in 5. L'occasione sarà la gita scolastica. Le chiediamo solo di farci un bel pompino e di farci sborrare tutti”.

La lettera era senza firma.

Era lapalissiano che la prof non avrebbe denunciato nulla.

Noi aspettammo pazienti che arrivasse la vigilia della gita. Poi, il giorno stesso, le lasciammo un nuovo bigliettino per ricordarle l'”impegno”. Per restare anonimi, le dicemmo che quel giorno avremmo indossato tutti e 5 un doppio braccialetto giallo.

Si, il primo giorno di viaggio fu un turbinio di sguardi. La prof sempre porca in tenuta da viaggio, i nostri braccialetti e lei che, pur notandoli (crediamo), non si scomponeva di una virgola.

Appena sistemati a Mala Strana, in albergo, qualcuno doveva pur farsi avanti. Fu sempre Alessandro, il più temerario. Le disse “Prof, si ricorda di quel ripasso che le avevamo chiesto in cinque?”. Sorprendentemente la troiona rispose “certo che mi ricordo...bussate da me alle 23.30, camera 112”.

Ci stava prendendo in giro? Voleva distruggerci la carriera scolastica? Eravamo troppo attizzati per temere queste cose. E bussammo, buoni buoni in fila indiana. Ci accolse con la sua camicetta da notte nera, in seta. Supersexy. “Ciao ragazzi!”

Bastava guardarla così per ritrovarselo duro.

“Siete dei veri monelli... ed io sono più monella di voi... Promettetemi solo una cosa: dopo questa notte la faccenda sarà chiusa. Io sarò buona con voi, a fine anno. Ma niente più incontri, e niente più sito. Intesi?”

Era stata fenomenale. Con la scusa dei buoni voti aveva preso lei in mano le redini del gioco.

“Su, spogliatevi...vediamo un pò, dai...che fate tanto gli spavaldi!... e non gridate eh!”

Fu lei stessa che cominciò a sbottonare i nostri jeans, mentre qualcuno se li calava da sè. La porca fece scivolare la camicetta e la vedemmo nuda, con un minislip di pizzo e le tette paurosamente sode, tutte da ciucciare.

A quello spettacolo io ero già di marmo, i miei amici un pò meno.

“Mm... Bonelli solo tu ce l'hai duro... quindi puoi aspettare”. Allora vidi la prof avventarsi sul cazzo di Alessandro, notevole già da barzotto, e avvolgerlo nel suo umido antro di carne, succhiandolo come solo le migliori pornostar saprebbero fare. Mentre lo scappellava sapientemente, afferrava l'asta sotto le palle e poi ripassava la lingua alla base della cappella, sputandoci sopra di tanto in tanto per incrementare l'umidità. Noi 4 ci segavamo furiosi, Claudio scivolò anche con una mano sul culo della prof, ma lei manifestò chiari segni di disappunto.

Quella sera, comunque, ce n'era per tutti. Quando ingoiò il mio cazzo ero ancora duro e pulsante, e la troia affondava fino ai coglioni prendendolo tutto in gola, poi sfilando la bocca con due o tre filetti di saliva colante.

I nostri cazzi in fila venivano succhiati con foga meticolosa, ma mentre pompava la prof aveva anche le mani impegnate, stantuffando il primo cazzo che capitava a tiro o soppesandogli le palle.

Filippo aveva il cazzo più grosso di tutti, e lo maneggiava con una velocità sorprendente... fu il primo a gridare “vengooo...” e la prof con pronta sollecitudine gridò “aspetta!”, avvolse il glande tra le sue enormi labbra e vide il suo allievo contorcersi mentre le scaricava le palle in gola, con gli occhi serrati come in estasi.

“Allora, chi è il prossimo?” Con la bocca piena di sperma denso e caldo la prof sembrava un'autentica milf, ma a tutti faceva un pò schifo lo sperma di Filippo sui nostri cazzi. Lei se ne accorse: “uh ma vi fa schifo? Non siete amici? Nelle vere ammucchiate non ci sono mai questi problemi!” Alessandro ebbe il coraggio di piantarle ancora il cazzo in bocca, e lei lo ripagò con un gran bocchino, mentre la sborra di Philip le colava sulle tette o sulle ginocchia.

Sandro sborrò segandosi e preferì schizzarle la faccia, per vederla sporca di sfaccia calda. Io idem, mi stantuffai velocemente e sputai il primo fiotto sulla sua faccia da troia, poi (e lo feci apposta) inclinai il cazzo verso il basso per bagnarle anche le tette, e continuai ad annaffiarle la faccia.

Quando tutti fummo svuotati per bene, la nostra troia prof era uno spettacolo, con il viso e il corpo pieno di grumi di sborra, rivoletti colanti e grosse macchie. “Avevate le palle belle piene...che vi siete risparmiati per me?” Eravamo soddisfatti per averla docciata con il nostro succo. Per prepararci all'evento avevamo fatto una settimana senza seghe e dieta a base di yogurt, il massimo.

Mentre ci rivestivamo, avemmo la conferma che si, era un'autentica porca: con le dita raccoglieva la sborra ancora tiepida e se la portava in bocca, come solo le grandi zoccole sanno fare..   

Anonimo

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