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 Segandomi su Marta Parte 2 - 17/03/2015 - letto volte

La sorellina troia aiuta il fratello minore a svuotare le palle. Lasciandolo libero di farsi una sega, proprio sul suo culo!

Una fighetta small size e depilatissima, l'ano carnoso e ben marcato, come se avesse preso un bel pò di cazzi. Mia sorella a 90, per me. Sega e sorella, due parole che non avrei mai pensato così vicine. Così concrete.

“Dai ora ti faccio eccitare... lo sai che l'altro ieri Alberto mi ha scopata il culo? Si vede ancora … guarda …”.

A quella dichiarazione il mio cazzo si rizzò come un'antenna di marmo, gonfiandosi oltre ogni proporzione. Lo sentivo pulsare e mi trattenevo dal toccarlo... lo sentivo vivo, mi tirava provocandomi dolore per l'erezione estrema.

  Dalla pecorina lei si voltò un attimo..

“Cazzo che pacco! Il fratellino non delude...”

Già. La mia mazza dura premeva a 45° sull'esile tessuto del pigiama, protesa per 20 cm in direzione del culo di mia sorella.

Cazzo.

“Toccati su....è noioso stare ferma a pecora...”

Trattengo le mani a stento.

“E vieni più vicino... vienimi vicino al culo come se dovessi scoparmi..dai!”

Mi avvicinai lentamente al suo ano carnoso, a 10 cm dai suoi buchini succosi...10 miseri centimetri... !

“Mm...se non fossi mio fratello ti direi di spaccarmi...con quel coso che ti ritrovi... dai su segati!!! ue attento però, non vorrai mica entrare?”

No, non avevo mia sorella davanti. In quell'istante era solo un culo da devastare. La avrei sfondata a sangue se un solo barlume di ragione non mi avesse congelato, trattenendomi dalle inevitabili conseguenze dell'incesto.

Stavo scoppiando. Con un rapido gesto tirai giù i pantaloni.

“mmm... notevole uccello fratellino... hai una cappella enorme!”

“sorella l'hai voluto tu!”

Ero a pochissimi cm da lei, la cappella quasi sfiorava il suo buco del culo. Sentivo l'attrazione magnetica del sesso bruto, il richiamo dei suoi antri umidi e stretti. Iniziai a segarmi furiosamente, disperatamente, trattenendomi dall'infilarlo di colpo, perchè no, non potevo sfondare mia sorella.

“mm...sei un vero porco, lo sapevo...ma com'è che nessuna ti scopa con quel coso che ti ritrovi...forse devi vestirti meglio!”

Ma che vestirmi, cazzo. Io volevo solo inondarla di sborra, di glassa bollente, bagnarla di fiotti e fiotti di succo dei miei coglioni, sfogare anni di seghe represse sul suo sfintere devastato da cazzi sconosciuti.

“Alberto quando mi sfonda vuole sempre venire nel culo ... il porco! Non gliel'ho mai detto ma mi fa impazzire sentirlo pieno di sperma”

“cazzo sorella non dire queste cose....cazzoo!!”

Mi sentivo esplodere i coglioni. Due bombe a orologeria, due palle enormi cariche di succo, e quasi potevo toccarle l'ano con la cappella, mentre con la mano sinistra le accarezzavo una chiappa.

“dai fratellino...sono convinto che sei anche tu pienissimo... attento a dove vieni eh!”

“si sono pieno... cazzo... hhh...hh”

Una scarica violenta lungo la schiena.

“Attento, punta l'arma lontano dalla mia figa... sborrami sul culo...sulle chiappe dai...scarica le palle...”

Non mi feci pregare due volte.

Ruotai la mazza dura verso la natica sinistra. E lasciai partire il primo fiotto. Uno schizzo debole ma denso, carico, che la raggiunse in piena chiappa. Il secondo però era un proiettile, un missile caldo seguito a ruota da una fontana di succo colante.

Un vero lago di sborra.

“Cazzo fratellino...che ne avevi nelle palle...”

Scrollai le ultime gocce sul pavimento.

“puliscimi dai...non posso muovermi... prendi le salviette inumidite nel cassetto...”

Le cercai, le presi.

Quando tornai lei era ancora a pecora. Bella e troia, non faceva una piega. Ma la glassa eburnea che le rivestiva il culo aveva preso a colare in rivoli e rivoletti. Uno di questi, ribelle, era scivolato lento verso l'ano, incoronandolo di succo ancora caldo.

“cazzo... è arrivata un pò sul tuo culo!”

“pulisci...”

E spinsi le mani nel suo antro proibito, sfiorandolo solo dall'esterno, dalla salvietta, non rinunciando però al contatto proibito. Le ripulii per bene il culo dalle tracce del gioco incestuoso. Saliva a galla, lento ma inesorabile, il sapore del senso di colpa.

“Okeii!! contento?”

La porca si tirò velocemente su le mutandine. Senza neppure andare in bagno. E si girò verso di me.

“Cioè...vuoi dire che non ti voglio bene? Quale sorella farebbe una cosa così? Ma non abituarti...è la prima e l'ultima volta... cercati una femmina... che quel coso te lo mangeranno!”

La guardai senza parlare.

Avevo ancora il cazzo di fuori, barzotto.

Inutile dire che quel giorno non risolse per niente i miei problemi. Ora mi ammazzo il triplo di seghe sul culo di mia sorella.

Il triplo, e sto approssimando per difetto.   

Anonimo

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